“Scarpones” capitolo primo
Quando si deve scegliere il proprio idolo, in genere ci si indirizza verso gli attaccanti o quei calciatori di talento che con una giocata compensano il prezzo del biglietto. Difficilmente un difensore entra nel cuore dei propri tifosi. Esistono però eccezioni legate al tipo di gioco del difensore. Per esempio, in serie A, Pasquale Bruno è stato per anni l’idolo delle due curve torinesi per il proprio gioco duro. Non a caso era soprannominato “O’ animale”. Molti difensori, invece, sono ricordati per la scarsa efficacia, per tutte le reti che non sono riusciti ad evitare.
Alla fine degli anni ’70, in maglia granata ha vestito la maglia numero 2 Bruno Sepe, il sosia dei Gibson Brothers, quelli di “Baby is the singer not the song” e “Cuba”. Di cubano aveva in effetti il fisico: alto, grosso, grasso, riccioloni, carnagione olivastra. E’ entrato di diritto nella classifica dei difensori più scarsi della storia del Vestuti. Memorabile il gesto dell’ombrello dopo una rete segnata, impietosamente ripreso da una TV locale. Accanto a Sepe giocava Maurizio Scotto, sosia di un noto personaggio delle notti salernitane. Formavano una coppia pericolosissima che terrorizzò i tifosi per l’intera stagione 77-78.
Alberto Mariani, una “riedizione” di Sepe, riuscì a disputare, per nostra fortuna, poche gare ma determinanti, in particolare quella contro il Campobasso (28 Marzo 1982) che ci costò la serie B. Era colui che che marcava Canzanese, l’autore del pareggio molisano.
Roberto Miggiano (foto di copertina) fu prelevato dal Lecce. La tifoseria riponeva in lui grandissime speranze: finalmente uno di categoria superiore, nel pieno della propria carriera, non un “elefante” venuto a svernare a Salerno. Gli attaccanti avversari hanno finito di scorazzare in lungo ed in largo nella nostra area di rigore, si pensava. A parte i tentativi di invasione di campo provocati dai suoi lisci, fu protagonista di un “equivoco” storico. Palla che danza in area. Si sente un fischio. Miggiano abbranca la sfera con la sicurezza che contraddistingue un portiere. Ma a fischiare non era stato l’arbitro, forse uno spettatore. Rigore!
Massimo Venturini eccedeva di almeno 20 chili il proprio peso forma, già elevato. Anche lui aveva avuto un passato da professionista, ma a differenza di Miggiano era ormai a fine carriera. Rideva sempre, in campo e fuori, in particolare durante le interviste. Leggendaria la sua lentezza. Anche la sua elevazione, che non superava i 10 centimetri, lasciava a desiderare.
Quando abbiamo vinto il campionato di serie C schieravamo Giuseppe Di Sarno. Non si è mai capito il suo ruolo naturale. Libero, terzino, stopper. Non era poi tanto malvagio, ma aveva una caratteristica inquietante: doveva compiere un liscio a partita. Quando il liscio aveva conseguenze “tragiche”, assumeva la denominazione di papera. La papera più famosa e “dolorosa” fu quella contro il Palermo, a poche giornate dalla fine del campionato vittorioso di C, con liscio galattico che aprì ai rosanero la strada per una vittoria insperata che ci complicò maledettamente la vita. Per fortuna, Di Bartolomei sbrogliò la matassa a Brindisi.
Maurizio Ronchi fu prelevato dall’Inter. Giunse a Salerno nel 1978 insieme al centrocampista Walter Viganò. Per la prima volta si vedevano a Salerno due calciatori (diventati 3 con Zenga) provenienti da un vivavio di serie A. Potenza di Tom Rosati, pensarono in molti. Dopo averlo visto giocare, il motivo di quella cessione divenne chiaro a tutti. Mentre Viganò e Zenga proseguirono con successo la carriera in serie A e B, Ronchi sparì dalla circolazione facendo perdere le proprie tracce.
Concludiamo con due meteore: Piergiorgio Ferri (78-79) e Gianpietro Torri (89-90). In genere, la Salernitana partiva coi favori del pronostico. Dopo i primi immancabili risultati negativi, si ricorreva al mercato di riparazione. I due acquisti novembrini giunsero in granata con notevole ritardo di preparazione atletica. Inizialmente, dunque, le scialbe prestazioni erano giustificate. Poi, con il passare delle gare, si intuì che il problema era unicamente tecnico.
[foto di copertina da Wikipedia]